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5 errori da non fare con le melanzane ripiene

Non esistono verdure più versatili delle melanzane, da consumare fritte, grigliate o anche sotto forma di dolce, insieme al cioccolato.

Il loro tempo è abbastanza lungo, abbracciando il periodo che va da giugno a settembre: una costante dell’orto estivo che offre una varietà infinita di possibili preparazioni. Tra queste spiccano sicuramente le melanzane ripiene, la cui preparazione può essere più o meno complicata, ma sempre buona. Ci sono però 5 errori da non fare quando si tratta di preparare le melanzane ripiene. Ecco quali.

  • Confondere la scelta delle melanzane. Occorre scegliere melanzane sode e prive di difetti e di punti scoloriti o morbidi. Per ottenere il massimo dalle melanzane ripiene bisogna tenere a mente due cose: le melanzane oblunghe, con la polpa più scura, sono leggermente piccanti e hanno un sapore intenso, mentre quelle tonde e violette, sono più delicate. Tra le due tipologie, sarebbe preferibile la prima, anche per questioni estetiche e di dimensioni, ma anche la seconda, con i dovuti accorgimenti, può andar bene.
  • Dimenticare di salare prima. Anche nel caso delle melanzane ripiene non bisogna tralasciare la fase della salatura preventiva. Ciò serve non solo a togliere il retrogusto amaro, ma anche perché il sale ha il pregio di eliminare un po’ di acqua di vegetazione, a vantaggio del sapore e anche della cottura. Importante: non salate solo la polpa estratta, ma anche l’interno della mezza melanzana che fa da guscio. Dopo la salatura le melanzane assorbiranno meno olio in cottura e ciò è sicuramente positivo, ma non dimenticate che, passato il tempo della salatura, le melanzane devono essere sciacquate sotto l’acqua ed asciugate.
  • “Snobbare” la polpa. Per fare il guscio di melanzana, bisogna ovviamente scavarla dopo averla divisa a metà, prelevandone la polpa da raccogliere in una scodella. Qualunque sia il ripieno scelto, non bisogna mai dimenticare di inserire anche la polpa prelavata, dopo averla tagliata a dadini e fatta saltare in padella per qualche minuto, insieme a un po’ d’olio e sale.
  • Ignorare la componente morbida. Tranne nel caso si usino cous cous o pasta, è necessario che ci sia una parte morbida in grado di legare gli altri ingredienti del ripieno. Ne va della buona riuscita della ricetta. Si possono utilizzare la classica mollica di pane imbevuta nel latte e poi strizzata o delle patate lessate e schiacciate.
  • Limitarsi nel ripieno. È inutile dare delle indicazioni precise sul ripieno. Nelle verdure ripiene, comprese le melanzane, ci si può veramente sbizzarrire in ogni modo. Oltre alla polpa di melanzana saltata, alla mollica di pane, si possono mettere dadini di pomodoro, acciughe, capperi, olive o patate lesse, prosciutto, scamorza affumicata e carne tritata. Il tutto da condire con gli odori di timo, origano e rosmarino e un po’ d’aglio tritato. Inoltre, l’antica ricetta siciliana impone di non dimenticare le sardine!

L’unico errore, in questo caso, è quello di rinunciare alla fantasia.

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