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L’arancia rossa di Sicilia: dalla Cina all’IGP

In base a testimonianze antiche, sembra che l’arancia rossa sia giunta in Sicilia dalla lontana Cina, luogo in cui i primi agrumi hanno preso vita.

Tuttavia, è solo a partire dal XX secolo che l’arancia rossa diventa elemento peculiare importanza per la Sicilia, conquistando i territori ai piedi dell’Etna ed in particolare la Piana di Catana, Enna e Siracusa, dove la tipologia dei terreni ed il clima ne permettono lo sviluppo.

Solo in Sicilia, infatti, è possibile trovare questo frutto dalla tipica colorazione rosso intenso e con un perfetto rapporto tra acidità e dolcezza, dati dalla temperatura mite che anche nel periodo invernale caratterizzano la regione.

Le varietà di arance inserite all’interno del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) sono tre:

  • Il Tarocco: dalla buccia dal colore rosso più o meno intenso, mentre il succo è generalmente di colore arancio ma con sfumature rosse più o meno intense in base al periodo di raccolta;
  • Il Moro: che presenta una buccia per lo più arancione, dalla polpa che raggiunge un colore vinaccio nel momento di massima maturazione;
  • Il Sanguinello: sia la buccia, sia il succo sono prettamente di colore rosso, da dove deriva il suo nome.

Inoltre, le arance sono delle vere e proprio pillole di salute, in quanto una semplice spremuta contiene 50 mg di vitamina C, ossia l’80% di razione giornaliera raccomandata; di conseguenza… alla salute!

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